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SENTENZE IN TEMA DI DIRITTO CIVILE E CONTRATTUALISTICA

SENTENZA DI USUCAPIONE E CREDITORI IPOTECARI

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29325 del 13 novembre 2019 ha precisato che il creditore ipotecario è litisconsorte necessario nel giudizio di accertamento dell’usucapione dell’immobile. La domanda di accertamento dell’usucapione deve essere rivolta non solo nei confronti del proprietario, ma anche nel confronto del creditore ipotecario il quale è titolare di un diritto reale di garanzia risultante dai pubblici registri.

CONVERSIONE AL CRISTIANESIMO E PROTEZIONE INTERNAZIONALE

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 5225/20 ribadisce che la fede costituisce una delle primarie estrinsecazioni della personalità umana. Il Giudice, pertanto, non può spingersi a valutare criticamente il percorso di avviamento alla fede di un soggetto e le modalità di professione della stessa.

NESSUNA PROTEZIONE PER LO STRANIERO: RAPPORTI OMOSESSUALI

La Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 6574/2020 ha confermato l’inattendibilità del racconto dell’uomo, in quanto pur dando atto che in Patria (Nigeria) l’omosessualità è duramente repressa, nel caso di specie si trattava di mercenario. 

NEGOZIAZIONE ASSISTITA E CONSUMATORI

Il Tribunale di Verona con ordinanza del 16 gennaio 2020 ha respinto l’eccezione di improcedibilità della domanda formula da parte convenuta per mancato esperimento del tentativo di negoziazione assistita disapplicando la normativa interna. Il Giudice ha infatti ritenuto che i costi di accesso alla procedura di negoziazione assistita obbligatoria rendono incompatibile la procedura italiana con la normativa europea atteso che tale normativa, in ossequio ai principi espressi dalla corte di Giustizia, afferma che la procedura di mediazione obbligatoria, quale condizione di procedibilità della domanda, è compatibile con il diritto dell’Unione Europea a condizione che non sia prevista come necessaria l’assistenza di un avvocato e che il consumatore abbia la possibilità di ritirarsi dalla procedura senza giustificazioni di sorta.
Il Tribunale di Verona ha evidenziato che nell’ordinamento italiano la negoziazione assistita prevede il ricorso obbligatorio ad un difensore, con costi non contenuti per le parti atteso i criteri di determinazione del compenso.

DIRITTO DI RECESSO DEL CONSUMATORE PER ACQUISTI ON LINE

La Corte di Giustizia UE, esaminando il caso di un consumatore tedesco, ha precisato che è possibile esercitare il diritto di recesso anche nel caso in cui siano stati rimossi i sigilli di un bene acquistato in internet. Nel caso di specie il consumatore tedesco aveva rimosso la pellicola protettiva di un materasso, e successivamente aveva esercitato il proprio diritto di recesso richiedendo il rimborso del prezzo versato. Infatti, tale diritto di recesso è finalizzato a tutelare maggiormente il consumatore atteso che lo stesso non ha la possibilità, negli acquisti a distanza, di visionare il bene.

RESPONSABILITA’ APPALTATORE EX ART. 1669 CC

La Sezioni Unite nella sentenza 7756 del 2017 hanno sancito l’operatività dell’art. 1669 cc anche nel caso di opere di ristrutturazione edilizia e/o di interventi di manutenzione su immobili preesistenti. Pertanto, la responsabilità dell’appaltatore trova applicazione anche in questi casi e non solo in presenza di vizi riguardanti la costruzione ex novo di edifici. Infatti, secondo la Corte, devono rientrare nel concetto di gravi difetti dell’opera anche vizi riguardanti elementi secondari e/o accessori che potrebbero in ogni caso compromettere la funzionalità del bene. Ne consegue che, a titolo esemplificativo, potranno legittimamente inquadrarsi nell’ambito della responsabilità ex art. 1669 c.c. i gravi difetti riguardanti: opere di pavimentazione ed impiantistica; impermeabilizzazione (infiltrazioni d’acqua e umidità nelle murature); inefficienza di un impianto idrico; un ascensore panoramico esterno; il crollo o il disfacimento di intonaci esterni all’edificio; inadeguatezza di una fossa biologica; infiltrazioni d’acque luride.

TRASCRIZIONE DOMANDA EX ART. 2932 CC E FALLIMENTO

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 4734/2016 ha precisato che la trascrizione da parte del promissario acquirente che abbia agito per l’esecuzione specifica del contratto preliminare dell’azione ex art. 2932 cc precedentemente al fallimento, non impedisce al curatore di esercitare la sua facoltà di recesso dal contratto ex art. 72 l.fall., ma tuttavia, non impedisce l’accoglimento della domanda, che una volta trascritta, diverrà opponibile al curatore e alla massa dei creditori.