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VIOLENZA MINORILE E BABY GANG

La diffusione della violenza minorile, fenomeno da sempre presente nella nostra società, ma del quale poco si parla, sta oggi destando un particolare allarme sociale, forse in ragione degli episodi di cronaca riportati dai mass media.
A prescindere quindi dal dato giornalistico, Il clima di violenza nel quale spesso i minori sono immersi, è fortemente influenzato dall’uso di sostanze stupefacenti, alcool nonché dalla fruizione di giochi on line e programmi violenti che, secondo i più recenti studi finiscono per alterarne la coscienza.
Non sì può poi nascondere come la crisi epidemiologica, che nel corso del 2020 ha colpito il nostro paese, abbia avuto delle evidenti ripercussioni sul fenomeno della violenza in famiglia e quindi in ambito minorile. Tutti gli indicatori, infatti, dimostrano che la pandemia da Covid 19 ha fatto registrare un aumento del numero dei reati commessi da minori e a danno di minori.
Non possiamo dimenticare che la violenza minorile, oltre a produrre effetti immediati sul piano sociale e umano, comporta anche notevoli costi economici e finanziari che gravano sulla intera comunità.
Vi è un interessantissimo studio pubblicato sulla nota rivista Lancet Public Health nel 2019, nel quale vengono elaborati dati raccolti nell’area Europea e del Nord America, dai quali si evince che una riduzione del 10% del fenomeno della violenza minorile potrebbe equivalere ad un risparmio annuo di 105 miliardi di dollari. 
                               Avv. Christian Serpelloni

Giustizia: le novità contenute nel Decreto Ristori

Il nuovo decreto legge "Ristori" approvato dal Consiglio dei Ministri in data 27 ottobre 2020 include delle misure riguardanti il settore Giustizia.
In particolare:
- l'art. 23 introduce delle disposizioni per l'esercizio dell'attività giurisdizionale nella vigenza dell'emergenza epidemiologica da CIVID-19
- l'art. 24 introduce delle disposizioni per la semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze nella vigenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 in materia penale
- l'art. 25 introduce delle disposizioni per lo svolgimento del processo amministrativo
- l'art. 26 introduce delle disposizioni in materia di giudizio contabile nonché misure urgenti relative allo svolgimento delle adunanze e delle udienze del processo contabile durante l'ulteriore periodo di proroga dello stato di emergenza epidemiologica
- l'art. 27 introduce delle misure per il processo tributario
- l'art. 28 introduce delle licenze premio straordinarie per i detenuti in regime di semilibertà;
- l'art. 29 si occupa della durata dei permessi premio
- l'art. 30 introduce delle disposizioni in materia di detenzione domiciliare
- l'art. 31 introduce delle disposizioni in materia di elezioni degli organi territoriali e nazionali degli ordini professionali vigilati dal Ministero della giustizia

PRIMI CHIARIMENTI AGENZIA DELLE ENTRATE
DETRAZIONE 110%

Il Decreto Rilancio ha introdotto, com'è noto, nuove disposizioni in merito alla detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (cd. Superbonus) incrementando al 110 per cento l'aliquota di detrazione spettante.  Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti che disciplinano le detrazioni spettanti per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, inclusi quelli antisismici (cd. “sismabonus”), nonché quelli di riqualificazione energetica degli edifici (cd. “ecobonus”).
Altra importante novità, introdotta dal Decreto Rilancio, è rappresentata dalla possibilità di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dal fornitore dei beni o servizi (cd. “sconto in fattura”) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.
Di seguito troverete la circolare n. 24 dell'Agenzia delle Entrate con i primi chiarimenti in materia?

SUBERBONUS 110%

Com'è noto il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).
Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.
Di seguito troverete le linee guida emesse dall'Agenzia delle Entrate.
Inoltre, il ministero per lo Sviluppo Economico ha emesso i dei decreti attuativi.
Il primo è il c.d. Decreto Requisiti tecnici, relativo alla definizione dei requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni, nonché dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento.
Il secondo è il c.d. Decreto Asseverazioni (art. 119, comma 13, del D.L. Rilancio) che si occupa di definire le modalità di trasmissione del modulo di asseverazione che andrà trasmesso ai vari organi competenti tra cui ovviamente l'Enea.

NUOVE MISURE A SOSTEGNO DEGLI ORFANI DI CRIMINI DOMESTICI

A partire dal 16 luglio prossimo entrerà in vigore il Decreto interministeriale n. 71/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2020, “Regolamento recante l’erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie” Il regolamento rende operative una serie di norme che prevedono benefici a favore degli orfani di crimini domestici minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti, misure già disciplinate nella L. n.4 dell’11.01.2018 e nella legge di bilancio 2019. Il decreto si compone di 30 articoli suddivisi in sei capi e segnatamente: - Disposizioni generali; - sostegno al diritto allo studio, - iniziative di orientamento, formazione e sostegno per l’inserimento nell’attività lavorativa; - spese mediche e assistenziali, - famiglie affidatarie e - disposizioni finali; Per ciò che attiene al diritto allo studio, viene prevista l’erogazione di borse di studio e la frequenza gratuita o semigratuita presso convitti, educandati o altre istituzioni educative a favore di studenti degli istituti del sistema nazionale di istruzione, degli istituti di istruzione e formazione professionale, delle università, delle istituzioni dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam) e degli istituti tecnici superiori (Its). Il regolamento prevede inoltre iniziative di orientamento, formazione e sostegno per l’inserimento nel mondo lavorativo e incentivi alle assunzioni, erogando ai datori di lavoro fino al 50% dei contributi versati, per un periodo massimo di 36 mesi. Viene inoltre previsto un contributo di 300 euro mensili per ogni minorenne in favore delle famiglie affidatarie degli orfani dei crimini domestici (non maggiorenni alla data del 1° gennaio 2020) e - soltanto per il triennio 2018-2020 – vengono erogati anche contributi per spese mediche e assistenziali. I benefici previsti sono tra loro cumulabili e le domande vanno trasmesse alla prefettura territorialmente competente in base alla residenza per il successivo inoltro al Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e intenzionali violenti. Si tratta di un provvedimento importante non solo sul piano economico, in quanto rende disponibili delle risorse finanziarie per gli orfani di femminicidio, ma anche sul piano della civiltà che deve contraddistinguere uno Stato il quale non deve mai dimenticare di tutelare questi fanciulli rimasti soli e privati dell’amore della madre e molto spesso anche di quello del padre omicida o suicida. Non dimentichiamo che purtroppo per ogni donna uccisa, spesso c’è una bambina o un bambino o un ragazzo o una ragazza che non può più chiamarla mamma. Sono quindi orfani speciali perché hanno bisogni speciali devono convivere con ricordi e scenari drammatici ai quali devono aggiungere l’incertezza del proprio destino.
                              Avv. Erminia Contini

Decreto legge n 19 del 25 marzo 2020
Le nuove sanzioni

Il decreto legge n 19 del 25 marzo 2020 dispone all’art 4 una vera e propria depenalizzazione, lasciando invariato il contenuto dei precetti indicanti le condotte vietate (che sono ben 28 come previsto dall’articolo 1 comma 2) , ma specificando che la violazione degli stessi non integra più un reato, ma costituisce un illecito di natura amministrativa, con esplicito richiamo alla disciplina di cui alla legge 24.11.1981 n 689. E’ quindi prevista che il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con sanzione pecuniaria da Euro 400,00 ad Euro 3000,00. Se la violazione è commessa a mezzo di un veicolo (bicicletta compresa) la sanzione è aumentata fino a un terzo. Qualora il pagamento avvenga nei 60 giorni, il trasgressore è ammesso a pagare la somma minima di Euro 400,00. Qualora avvenga nei 5 giorni vi è un ulteriore diminuzione del 30% rispetto all’importo dei 400,00. Ad oggi non è ancora del tutto chiaro se la predetta riduzione possa essere applicata anche ai pagamenti effettuati nei 30 giorni , anziché solo nei 5, come è previsto dall’articolo 108 comma secondo dl 18/2020, che in via eccezionale e transitoria estende la disciplina in questione al periodo 17 marzo 2020 31 maggio 2020.
Continua ad essere punita con sanzione penale la violazione commessa dal soggetto sottoposto a quarantena, ai sensi dell’art 260 Regio Decreto 27.07.1934 Testo Unico delle leggi sanitarie, che prevede l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5000 Euro (l’impianto sanzionatorio è stato modificato dal decreto stesso rispetto all’ipotesi originaria), sempre che la condotta del soggetto che viola la quarantena non costituisca delitto il delitto di cui all’art 452 cp o altro di maggiore gravità.